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di Silvia Calvi

Dedicato a chi non riesce a rinunciare al design e all’architettura nemmeno in estate (e ai loro bambini): 5 titoli per vivere il lavoro dei grandi nomi del progetto

A ridosso dell’estate e delle vacanze, cinque titoli freschi di stampa da mettere in valigia (anche per i più piccoli) belli e utili per viaggiare anche attraverso il lavoro di grandi architetti, designer, artisti e, guarda un po’, perfino scrittori. Con un suggerimento dedicato a chi, magari in barca a vela, avrà l’occasione di ricordare che il nostro è anche un Paese di coste, porti e – soprattutto – fari.

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3. Il grande museo vivente dell’immaginazione. Guida all’esplorazione dell’architettura letteraria, di Matteo Pericoli (Il Saggiatore, 25 euro)

Solo un architetto-illustratore (e figlio d’arte) dal tratto sognante come Matteo Pericoli poteva pensare di trasformare i grandi romanzi in edifici con tanto di ingresso, piani, stanze, cortili e uscite. Dove mostrare ai lettori, man mano -come in una visita guidata- visioni e architetture, racconti e progetti, fantasia e costruzione. Dalle capanne di paglia al Partenone, dalle case in pietra al Guggenheim di New York, pagina dopo pagina, Matteo Pericoli fa viaggiare attraverso le opere di Calvino e Annie Ernaux, Fenoglio e William Faulkner, Elena Ferrante e Jun’ichirō Tanizaki, per parlarne come fossero splendidi e misteriosi edifici.

A chi piacerà: ai bibliofili, sempre a caccia di inediti punti di vista su autori e romanzi. E, naturalmente, a chi guarda all’architettura e all’interior design come a professioni che permettono di dare un posto anche a emozioni, ricordi e parole.

https://www.internimagazine.it/approfondimenti/libri-sul-design-da-leggere-estate-2023

Il saggio di Matteo Pericoli

Architetto, disegnatore e autore, nel suo nuovo libro l’autore propone una vera e propria guida all’esplorazione dell’architettura letteraria

di Lara Crinò

Che l’atto del narrare sia assimilabile, metaforicamente, a quello del progettare un palazzo, un quartiere, financo una città, è qualcosa che tutti sappiamo. Lo sappiamo per averlo esperito, da scrittori dilettanti o professionisti fin da piccoli: non ci viene forse consigliato, quando ci accingiamo a mettere su carta i nostri pensieri, proprio con un’espressione che arriva dall’architettura “fai la scaletta”, come se scrivere fosse mettere pioli per salire più alto? Lo sappiamo, anche, per averlo studiato. Di cosa parlano la teoria letteraria e la semiotica, se non di come si “costruisce”, di nuovo una metafora per così dire edile, il testo?

Nel suo nuovo libro Il grande museo vivente dell’immaginazione (il Saggiatore) Matteo Pericoli, architetto, disegnatore e autore, fa però un passo avanti proponendo, come recita il sottotitolo, una vera e propria Guida all’esplorazione dell’architettura letteraria.

Scaturito dall’esperienza di un laboratorio con un gruppo di studenti di scrittura creativa della scuola Holden di Torino, questo saggio è un vero esperimento, a partire dal formato. Nelle prime pagine si propone infatti al lettore di affrontare la lettura come se si esplorasse un museo, con tanto di mappa, muovendosi da un «piano terra», che serve a introdurre i propositi del libro, fino a un «primo piano» e a un «secondo piano» in cui questi propositi si squadernano e vengono poi applicati a una serie di opere letterarie. La tesi di fondo proposta da Matteo Pericoli è questa: poiché quando leggiamo siamo sempre, più o meno consapevolmente, visitatori di uno spazio immaginario, allora è possibile attribuire alla nostra impressione di un certo testo una certa forma. Se possiamo esplorarne con la mente le varie parti, allora siamo in grado non solo di descriverle verbalmente ma di creare degli spazi, dei vuoti e dei pieni, che siano l’equivalente architettonico della storia che stiamo leggendo.

Non si tratta più di limitarsi a visualizzare degli scenari: anzi, chiarisce subito Pericoli, non gli interessano «le cosiddette location» di un romanzo, perché «concentrarsi su di loro, significa, in generale, perdere un’occasione». Ciò che l’autore propone è qualcosa di diverso: elaborare un’architettura che rifletta la struttura del testo. Come si fa? Per scoprirlo, bisogna salire prima di tutto fino al primo piano di questo libro museo, dove, con una carrellata storica, Matteo Pericoli spiega come ogni architettura, dalla capanna primitiva al Partenone, dalla cupola di Brunelleschi alla Villa Savoye di Le Corbusier, sia già di per sé un racconto che va interpretato.

Poi, continuando fino al secondo piano, si possono esplorare dodici interpretazioni di architetture letterarie: dodici opere che vengono trasformate in edifici. Il catalogo è variegato e interessante, tanto che a ogni buon lettore verrà voglia di leggere o rileggere i testi di cui si parla: da Cuore di Tenebra di Joseph Conrad a L’amica geniale di Elena Ferrante, da Il giudice e il suo boia di Friedrich Dürrenmatt a Gli anni di Annie Ernaux, ciascun’opera viene disegnata come se fosse un’installazione o un edificio. C’è anche Italo Calvino, con il suo Il barone rampante.

Sono progetti suggestivi, giochi mentali, palazzi e città ideali che si sovrappongono a quelli reali in cui viviamo e ci muoviamo. Se il gioco vi piace, è questo il messaggio, potete andare avanti da soli, accumulando nuove architetture letterarie. E scoprirete che i libri che amate sono cattedrali, umili cortili, o città invisibili. Forse, i luoghi in cui vi sentirete più a casa.

https://www.repubblica.it/cultura/2023/04/15/news/matteo_pericoli_saggio_museo_vivente_immaginazione-396194958/

Il venerdì di Repubblica
17 febbraio 2023
di Arianna Passeri

Molto spesso, durante la lettura, si incontrano espressioni del tipo «lo spazio della narrazione», «le fondamenta di una storia». O magari di un libro la cui «trama non sta in piedi». Quelle che sembrano semplici locuzioni metaforiche sono da intendersi, in realtà, come spie rivelatrici di un legame a doppio filo tra il mondo della progettazione e quello della letteratura.
L’architetto e autore Matteo Pericoli parte da questo assunto per ideare un interessante esercizio creativo: «Se l’architettura di un romanzo fosse davvero un edificio — cioè avesse una struttura fisica, non fatta soltanto di parole — che forma avrebbe?».
Ecco allora che Cuore di tenebra diviene una piramide tronca rovesciata, il cui vertice è a metri di profondità nel terreno, e L’amica geniale si sdoppia in due palazzi che si sostengono e respingono a vicenda.
E diversi ancora sono gli esempi. Quasi per magia, anche il lettore può così “visitare” Il grande museo vivente dell’immaginazione (Il Saggiatore, 166 pagine, 25 euro), e scoprire i segreti dietro la costruzione di un testo (e di un edificio).